
Il dibattito sul futuro dei centri storici italiani si arricchisce di nuovi spunti in vista dell’esame della proposta di legge A.C. 362-A. Se da un lato il testo legislativo mira a tutelare le attività commerciali e artigianali dalla morsa del degrado, dall’altro emergono l’esigenza di affiancare alla pura conservazione una vera e propria spinta propulsiva e innovativa. Tra queste anche quelle dell’Associazione Area Mediterranea APS, che ha inviato le proprie osservazioni direttamente al primo firmatario della legge, l’On. Riccardo Molinari.
La proposta di legge: poteri ai Comuni per difendere il decoro e l’identità L’impianto della proposta di legge A.C. 362-A nasce con il fine di salvaguardare i caratteri tradizionali dei centri storici, puntando a valorizzare la qualità e le tradizioni degli esercizi di vicinato e delle botteghe artigiane. Il testo assegna ai Comuni il potere di individuare specifici ambiti territoriali all’interno dei centri storici. Questa classificazione si baserà su criteri ben precisi, come l’esistenza di testimonianze storico-artistiche, la presenza di luoghi storici del commercio o di aree di particolare interesse paesaggistico, culturale ed enogastronomico.
All’interno di queste aree, le amministrazioni locali potranno adottare prescrizioni specifiche sulle tipologie commerciali consentite, sulle distanze minime da rispettare e sugli orari di apertura, arrivando persino a vietare determinate attività qualora risultino incompatibili con la tutela dell’ambiente urbano, del patrimonio culturale, della sicurezza e della salute pubblica.
“La tutela non basta, serve sviluppo” e, in questo scenario di progressiva regolamentazione, si inserisce il documento inviato dall’Associazione Area Mediterranea APS, a firma del presidente Giuseppe Finocchiaro. L’associazione, pur accogliendo l’impianto normativo, sottolinea come gli strumenti di tutela previsti dalla proposta di legge debbano essere necessariamente affiancati da misure attive, capaci di contrastare la desertificazione commerciale e rafforzare la sostenibilità economica delle attività.
L’obiettivo primario, secondo Area Mediterranea, non deve essere solo difensivo, ma deve puntare a favorire la vitalità economica, sociale e culturale dei centri storici. Per farlo, i Comuni sono chiamati a promuovere iniziative di sviluppo integrato, incentivando la costituzione di “centri commerciali naturali” e reti di imprese, lavorando in stretta sinergia con le associazioni di categoria, le Camere di commercio e gli organismi di gestione dei distretti urbani.
Per trasformare questa visione in realtà, l’associazione ha delineato una serie di interventi pratici per supportare le attività economiche, che comprendono:
- L’analisi puntuale dei fabbisogni commerciali e di servizio, guardando sia alla popolazione residente che ai visitatori.
- La valorizzazione coordinata del tessuto locale, mettendo a sistema il commercio, l’artigianato, la cultura, il turismo e l’enogastronomia.
- La creazione di strumenti digitali condivisi per promuovere l’offerta del territorio in modo omogeneo.
- L’acquisizione in forma collettiva (reti di imprese) di servizi logistici, promozionali, commerciali e tecnologici, per abbattere i costi delle singole imprese.
- Un supporto mirato per l’assistenza e la formazione alle imprese, per favorirne l’innovazione organizzativa e digitale.
- La promozione del recupero e del riutilizzo dei locali commerciali attualmente sfitti, supportando le iniziative di riapertura o riconversione.
- Il monitoraggio periodico dell’andamento delle attività economiche e di come si evolvono i bisogni del territorio.
Affinché questo modello possa concretizzarsi, Area Mediterranea evidenzia che le Regioni e gli enti locali possono supportare tali iniziative ricorrendo a programmi di incentivazione e strumenti di collaborazione pubblico-privata, sempre nel rispetto delle normative vigenti.
Il messaggio è chiaro: per salvare e rilanciare i centri storici italiani non è sufficiente porre dei limiti alle attività giudicate incompatibili, ma è fondamentale creare un ecosistema favorevole che permetta al commercio tradizionale e artigianale di innovarsi e prosperare, a beneficio di residenti, imprese e turisti.